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Panettone vs Pandoro: una dolce sfida

Panettone e pandoro: due irresistibili simboli del Natale!

La dolcezza del Natale si riassume in questi due incredibili prodotti italiani.

Panettone vs Pandoro: storia del panettone

Le prime tracce del panettone, di origine milanese, risalgono al ‘200 ma è nel 400 che diventa leggenda: secondo alcuni la storia del dolce è legata ad un giovane che, per conquistare una fanciulla figlia di un fornaio, si fece assumere come garzone dal padre della fanciulla e inventò un dolce, il Panettone.

Per altri, fu uno sguattero, Tony che, durante il pranzo di Natale di Ludovico il Moro, poiché il capo cuoco, aveva bruciato il dolce, preparò un dolce con gli avanzi della dispensa: nacque così il “pan di toni”, ossia il Panettone.

Nella prima metà del ‘900 iniziò la produzione industriale, divenendo famoso in tutto il mondo.

Panettone vs Pandoro: storia del pandoro

Il Pandoro nasce a Verona nel ‘200: secondo la leggenda, durante il Rinascimento, veniva servito dei dolci ricoperti di sottilissimi strati d’oro zecchino tra cui quello dalla forma conica definito “pan de oro”.

La forma di stella deriva dal “nadalin”, un umile dolce familiare che i veronesi consumavano a Natale. Alla fine dell’Ottocento, la produzione del pandoro si afferma a Verona, nelle antiche ed eleganti “offelerie”, i cui maestri pasticcieri avevano spesso studiato a Vienna, imparando le tecniche degli impasti che sono alla base della preparazione di questo dolce.

 

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Le differenze:

  • Il panettone ha la forma di un cono rotondo; il pandoro è a stella
  • Il panettone ha la crosta, il pandoro no
  • L’impasto del panettone contiene uvetta e scorze di agrumi canditi, nel pandoro c’è solo l’aroma della vaniglia o vanillina e si cosparge di zucchero a velo

La porzione perfetta

80 grammi circa è l’ideale da consumare a ridosso dei pasti.

Le calorie

280 calorie per una fetta di pandoro; 260 per una di panettone.

Il galateo

Vanno portati a tavola interi; il pandoro si può tagliare anche a fette orizzontali, a stella;

vanno serviti a temperatura ambiente sopra i 20°, aprendo il sacchetto almeno un’ora prima della consumazione (i profumi evaporano e l’impasto trova la giusta morbidezza);

si mangiano con le mani, pezzetto dopo pezzetto (non vanno addentati); se c’è una crema di accompagnamento, occorrono piattino e forchetta;

vanno abbinati con vini dolci (Moscato frizzante d’Asti, Malvasia o vini passiti).

Panettone vs pandoro: che abbia inizio la più dolce delle sfide delle feste!


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